Che cos'era il patto gentiluomo nel mondo delle moto?
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Con le moto moderne, in particolare le sportive, l'aerodinamica è importante, motivo per cui i portatarga minimalisti ed eleganti sono un'aggiunta importante che rende la parte posteriore della moto meno ingombrante, mantenendo però tutto ciò che conta.
L'aerodinamica è stata una parte fondamentale di quella che divenne una feroce corsa agli armamenti tra molti dei principali produttori di moto per creare la moto di serie più veloce possibile, una linea di sviluppo che risaliva fino alla Hildebrand & Wolfmuller del 1894.
Tuttavia, sebbene ci fosse una competizione a lungo termine quasi ininterrotta tra i diversi produttori, alla fine degli anni Novanta c'erano diverse moto di serie che erano sulla soglia dei 200 mph (321 kph).
Dopo la Honda CBR1100XX Super Blackbird del 1996, che raggiunse i 180 mph (289 kph), sembrò che fosse stato raggiunto un limite superiore per le prestazioni delle moto sportive, ma questa convinzione fu infranta con una velocità allarmante, sia figurata che letterale.
La prima generazione Suzuki Hayabusa raggiunse una velocità massima di 194 mph (312 mph), superando il precedente record di oltre 10 mph in soli tre anni. Le voci provenienti da Kawasaki suggerivano che la loro Ninja ZX-12R potesse persino raggiungere i 200 mph, superando una barriera ritenuta impossibile.
Ciò portò a quello che può essere descritto solo come un panico tra i produttori e i regolatori, poiché ci furono richieste di vietare l'importazione di moto ad alta velocità nel caso in cui i motociclisti tentassero di infrangere la legge correndo su autostrade e superstrade anziché rimanere in pista.
Per aggirare la questione, i principali produttori accettarono una tregua, in seguito nota come Gentleman’s Agreement, per limitare la velocità massima delle moto di serie a 186 mph (299,3 kph) o 300 kph (186,4 mph), a seconda di quale rapporto fosse ritenuto credibile.
Questa tregua, che cambiò il settore, durò circa otto anni, prima che il produttore italiano MV Agusta affermasse pubblicamente che la F4 R312 poteva raggiungere i 194 mph, la stessa velocità della Hayabusa, sebbene i test indipendenti non riuscissero a confermare tale velocità.
In ogni caso, l'affermazione di MV secondo cui vi era un "imperativo nazionale" di produrre le moto più veloci possibile fu una dichiarazione di intenti sufficiente, con BMW nel 2010, Ducati nel 2013 e Kawasaki nel 2014 che avrebbero presumibilmente infranto anch'esse l'accordo.